Le premesse che fino ad agosto davano l’annata per eccezionale a livelli della 2019, sono state, anche se solo parzialmente, disattese per i rossi e confermate per bianchi e rosati.

Un settembre a giorni piovoso ha costretto, infatti, ad una vendemmia un po’ a singhiozzo anche se le uve, grazie ad una tecnica agronomica molto curata, hanno resistito molto bene sia al caldo sia all’acqua che comunque da noi, contrariamente purtroppo ad altre regioni d’Italia, è sempre scesa in modo controllato. Quindi niente terribili grandinate che hanno messo in ginocchio altre aree facendo stare male anche noi, se pur non coinvolti, perché vedere un viticoltore che si trova distrutto in 10 minuti un vigneto non solo per l’anno corrente, ma anche per alcuni dei prossimi, ci far star male. Ne capiamo delusione, rabbia, incertezze per il futuro che tutti noi temiamo ogni anno vivendo quotidianamente sotto le ire metereologiche che sempre di più hanno caratterizzato questi primi 20 anni del terzo millennio.

Per i nostri bianchi quindi un’annata eccellente e sostanzialmente buona per i rossi. Siamo tornati alle epoche di vendemmia che hanno caratterizzato gli ultimi 20 anni quindi più anticipate rispetto al passato. A questa, che è ormai una regola, dal 2000 ad oggi fanno eccezione probabilmente solo la 2016 e la 2019.

Chardonnay e Viognier per il nostro bianco “La Suvera” sono stati vendemmiati intorno al 20 di agosto con grado di maturità alcolica e fenologica ottimale.

Il Vermentino del nostro amato “Felciaio”, prodotto che negli ultimi anni ha visto un aumento delle vendite pari solo all’aumento della sua qualità dovuta anche a vigneti arrivati nella loro piena maturazione, è stato raccolto nella prima decade di settembre così come Malvasia, Trebbiano e Colombana per il Vin Santo che stanno ancora appassendo nella nostra vinsantaia protette dai moscerini bruciando ogni giorno un po’ di zolfo e protette dalle muffe grazie a enormi ventole che, muovendo l’aria, impediscono la formazione di umidità. Ci resteranno fino a dicembre quando verranno vinificate dopo aver raggiunto un livello di disidratazione e di concentrazione degli zuccheri ottimale. Pensate che la resa massima per disciplinare del vin santo del chianti è 35% fra peso uva iniziale e vino ottenuto e nella realtà è addirittura ben inferiore.

Uva appassire

Il Sangiovese per l’ultimo vino nato in casa Badia di Morrona, il Vivaja rosato, è stato vendemmiato il 4 settembre nel suo momento ottimale. Ci aspettiamo di bissare, e perché no migliorare, la qualità del 2019.

Nei primi 15 giorni di settembre abbiamo raccolto il Merlot che assieme al Cabernet compone l’uvaggio del N’Antia (vendemmiato a fine settembre) e il Syrah uva base del Taneto.

E infine il Sangiovese, entro fine settembre anch’esso, ultimo con il Cabernet a raggiungere la piena maturazione.

Adesso i vini sono nelle vasche di acciaio a temperatura controllata fino al momento in cui bianchi e rosato saranno trasferiti nelle vasche di cemento mentre i rossi nelle botti o nelle barrique per un periodo più o meno lungo di affinamento. Tutti i rossi faranno alcuni mesi in vasche di cemento in pre imbottigliamento per raggiungere il necessario equilibrio.

Ci vediamo perciò ad aprile con “Felciaio” e “Vivaja” 2020 e poi entro l’anno la stessa vendemmia de il Chianti “I Sodi del Paretaio”. Tutti gli altri vini che usciranno nel 2021 saranno invece della vendemmia 2018 (ovviamente eccetto il Vin Santo che affina nei caratelli per più anni e quindi l’anno prossimo uscirà il 2015)

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