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Badia di Morona e Poderi dei bricchi astigiani : vini ecosostenibili in Piemonte e Toscana

Sinonimo di vini di qualità dal 1939, Gaslini Alberti con le tenute Badia di Morona in Toscana (Pisa) e Poderi dei bricchi astigiani, raccontano una di quelle storie esemplari della nostra Bella Italia del vino.

Badia di Morrona

L’Abbazia è stata fondata da monaci camaldolesi, con la sua chiesa nel 980. La chiesa della Badia è consacrata al rito cattolico e vi sono celebrati numerosi matrimoni durante l’anno. 600 ettari di terreno di cui 110 a vigneto, 40 a oliveto, il resto a bosco e seminativo. Agriturismi ricavati da vecchie case coloniche perfettamente ristrutturate per un totale di 130 posti letto. Dal 1939, quando la famiglia Gaslini Alberti l’ha acquistata, l’azienda Badia di Morrona è stata condotta con lungimiranza e capacità imprenditoriale. Sono stati rinnovati i vigneti, migliorate costantemente le tecniche di produzione, ristrutturate e ampliate la cantina e la barriccaia per l’ affinamento in legno. Oggi l’azienda produce vino e olio, propone diverse strutture per l’agriturismo, un ristorante e l’uso della Badia risalente al 1089 quale sede per ogni tipo di evento e cerimonia.

Una delle maggiori ricchezze aziendali è la qualità dei vigneti, frutto della nuova generazione di impianti cioè quelli fatti con cloni, densità di impianto e sistemi di allevamento individuati in base alla tipologia dei terreni e dei vini che si intende produrre. La qualità delle uve prodotte è sempre la migliore ottenibile in base all’andamento stagionale e la quantità di vigneti a disposizione consente un ottimo lavoro di  selezione. Il Sangiovese è il vitigno principe di tutta la Toscana e quindi anche di questa porzione della regione dove la produzione di vino è nota fin dal tempo degli Etruschi. Per questo oltre la metà dei 110 Ha di vigneto sono impiantati proprio con questo vitigno tra i più difficili da coltivare, ma dal quale si ottengono alcuni dei vini più interessanti e originali del mondo. In Toscana, grazie al terroir impareggiabile di cui gode, vitigni come Cabernet, Syrah, Merlot trovano una collocazione eccellente dando origine a vini dalla grande personalità. Nessuna attrezzatura fantascientifica, solo ciò che effettivamente serve, con l’obiettivo di  trarre il massimo che il terroir ha saputo trasmettere alle uve.

Filippo Gaslini Alberti

Quella dei Gaslini Alberti per l’olio è una passione cha trova pari solo nel vino. Per questo motivo l’azienda si è dotata di un frantoio aziendale di ultima generazione con l’obiettivo di avere la certezza dei tempi e dei metodi di molitura delle olive. Il frantoio non è solo a servizio interno dell’azienda, ma aperto anche agli altri produttori, siano essi privati o aziende agricole: un servizio alla qualità dell’olio del territorio di fondamentale importanza strategica.

Poderi dei Bricchi Astigiani è un’azienda che può essere considerata di modeste dimensioni se confrontata con la sorella toscana Badia di Morrona. Acquistata alla fine degli anni ’90, l’azienda Poderi dei Bricchi Astigiani rappresenta la sfida della famiglia nei riguardi della terra piemontese. In realtà si tratta di ben 20 ha di vigneto situati in una delle più belle zone dell’astigiano. Uno splendido agriturismo, una piccola ma funzionale cantina. Vitigno principe la Barbera tra i più blasonati del Piemonte. E’ questo vitigno alla base di tutta la produzione anche se poi alcuni dei vini prodotti sono frutto di blend con il Merlot.

Vini ecosostenibili in Piemonte e Toscana

Il rispetto per l’ambiente è un valore imprescindibile che la famiglia Gaslini Alberti persegue in entrambe le aziende di sua proprietà: Badia di Morrona in comune di Terricciola (Pisa) e Poderi dei Bricchi Astigiani a Isola d’Asti. Non parole, ma fatti che portano a delle scelte di conduzione agronomica, tanto dei vigneti e degli oliveti quanto dei seminativi, che tendono al massimo rispetto del delicato equilibrio che la natura nel tempo ha costruito in queste due terre bellissime. L’azienda piemontese è in fase di conversione al biologico date le sue dimensioni modeste, ma anche a Badia di Morrona l’attenzione è al massimo. Si conduce i vigneti con il metodo della “Lotta integrata” con il minimo indispensabile di trattamenti con rame e zolfo e meno ancora trattamenti sistemici. Non vengono mai effettuati trattamenti antibotritici perché si fa la pratica della sfogliatura e c’è un uso minimo di diserbanti. La concimazione è solo organica (letame di vitello e pecora) e la potatura viene fatta con forbici elettriche ricaricate con energia prodotta tramite fotovoltaico aziendale.

Negli oliveti la maggior parte delle annate non viene effettuato nessun trattamento e anche qui la potatura viene effettuata con forbici elettriche ricaricate con energia prodotta tramite fotovoltaico aziendale. Non è da meno l’attenzione per i seminativi dove non è previsto alcun uso di pesticidi e diserbanti. Il prodotto viene utilizzato per l’allevamento di cinghiali e mufloni della riserva di caccia aziendale in modo da non dover utilizzare mangimi artificiali. A livello di gestione energetica della cantina, del frantoio e degli agriturismi si opera tramite 4 impianti fotovoltaici per la produzione di circa 170 Kw che coprono all’80% il fabbisogno energetico aziendale. Persino l’energia necessaria all’irrigazione dei giardini degli agriturismi è prodotta con i suddetti impianti fotovoltaici e le caldaie i vengono alimentate con combustibile da fonti rinnovabili aziendali e non (per esempio refluo dei noccioli delle olive). In azienda è stato inoltre realizzato un impianto fotovoltaico della capacità di 2 MW finalizzato alla produzione e alla vendita dell’energia.

Ma la campagna non è la sola parte dell’azienda interessata da questa sensibilità perché anche in cantina e nel frantoio troviamo un impianto di fitodepurazione delle acque che possono così essere riutilizzate per l’irrigazione e i lavaggi.  Si mira ad una riduzione al minimo di utilizzo di prodotti chiarificanti e comunque MAI si utilizzano prodotti che possono contenere allergeni (prodotti a base di latte e/o uova). L’uso della solforosa è ridotto al minimo attraverso un lavoro di riduzione dei vini sulle proprie fecce fini in modo da mantenerli protetti naturalmente dall’azione dell’ossigeno.